Malcom Gladwell, come molti di voi sapranno, è colui che ha
tracciato le coordinate del marketing contemporaneo. Lo cito perché oggi vorrei postare riguardo ad uno dei suoi tre gioielli: “
Tipping Point”,(gli altri sono “
Blink” e il neonato “
Outliers. The Story of success”) a mio avviso vera e propria pietra miliare che gli addetti ai lavori non possono permettersi di non consultare
almeno una volta nella vita. Per chi ancora non lo sapesse il
Tipping Point è quel punto oltre il quale inizia la propagazione massiva di un determinato fenomeno. Mi
spiego meglio. Cosa secondo voi rende un programma come
Sesame Street, così efficace nell’insegnare ai bambini come si legge? La risposta che fornisce
Malcom Gladwell è che a volte le idee, i comportamenti, i messaggi e i prodotti hanno l’effetto di una malattia contagiosa. Creano delle vere e proprie
epidemie sociali.
L’idea di questa originale ed innovativa teoria da cui l’autore è stato “contagiato”, deriva proprio dalle ricerche effettuate sulla propagazione del virus HIV, condotte per il Washington Post. Gli
epidemiologi intervistati all’epoca, adottavano una prospettiva diversa rispetto al resto della gente: non è importante sapere quando e perché certi cambiamenti avvengono, piuttosto badare al
Tipping Point, una sorta di punto di ebollizione, quel punto oltre il quale si inizia a parlare di contagio massivo. Ovviamente queste deduzioni di carattere scientifico,
hanno fatto di Gladwell un vero guru perché fu il primo ad applicarle alle scienze sociali, agli affari, e a qualsiasi episodio non medico. Tutto questo procedimento, viene
inoltre implementato dalla presenza dei cosiddetti
Mavens, persone con delle peculiarità davvero interessanti:
accumulano una quantità impressionante di
informazioni; riescono ad ottenere un’imponente copertura rispetto a queste informazioni; frequentano persone eterogenee tra loro così che risultano dei veri e propri hub
sociali. Tutto ciò che Gladwell ha teorizzato, ho la fortuna di poterlo toccare con mano ogni volta che pianifico una campagna di
Buzz marketing o di
Buzz seeding.
E’ affascinante, e nello stesso tempo mi meraviglia, vedere come queste teorie non siano solo parole scritte sulla sabbia, ma trovino pieno riscontro nella realtà. Che dire non vi resta che
provare!