
Districandomi tra le fitte maglie
del web, mi sono imbattuto in un nuovo report rilasciato oggi dalla Feed Company che mostra come il 70% delle agenzie americane e degli executive media buying hanno pianificato nel 2009 un aumento
del budget per quanto riguarda il
video marketing. In America è un fenomeno che si sta espandendo a macchia d’olio coinvolgendo le maggiori agenzie come Goodby, Silverstein &
Partners, Wieden & Kennedy, Digitas, and McCann Erickson che tendono ad investire, in questa nuova pratica, somme di budget sempre più ingenti. L’entusiasmo delle aziende per il Viral Video è
ancora più evidente se si considera che i
parametri per definire il successo di una campagna di questo tipo sono
concreti e si attestano tra le
100.000 e
400.000 views. La tattica della creazione e la strategia di distribuzione di video, realizzata dalle
web agency, cavalca l’onda della
crescente popolarità di quelli postati a nome di aziende del calibro di Levi’s con il viral “Guys Backflip Into Jeans,” Gatorade’ con “Ball Girl,” e Nike con “Kobe Jumps Over Car”, ed è resa
possibile grazie al rapporto che le agency riescono ad instaurare con gli user presenti nelle più importanti piattaforme della rete, sempre in un ottica di etichal e permission marketing. È quindi
evidente, ancora una volta, come il
web ed in particolare una stategia di
Buzz Seeding (che noi in maniera pioneristica proponiamo già da un bel po' di tempo), sia
un’item necessario del media planning, proprio per questa sua capacità di veicolare messaggi e , in questo caso, video a
beneficio dell’
azienda e
dell’
entertainment del
consumatore.