
Nell’articolo precedente vi avevo mostrato quanto fossero cresciuti non solo gli investimenti
nel mezzo internet, ma anche i ricavi che ne conseguono. Se fino alla settimana scorsa abbia considerato il web nel suo complesso, oggi vi dimostrerò come il
Word-of-Mouth
decisamente abbia un ruolo fondamentale nella crescita di questi dati. Una
ricerca compiuta dalla
PQ Media
indica che il WoM sia il mezzo alternativo con la maggior crescita, proprio perché i marketers si stanno rendendo conto dell’importanza delle conversazioni on line che hanno effetti positivi non
solo a livello di
brand ma, in maniera quasi consequenziale, anche sul
ROI. La ricerca mostra come gl’investimenti nel WoM siano cresciuti di sei volte rispetto al direct
marketing, alle pubbliche relazioni e all’intera industria dei media. La PQ, quindi, definisce il WoM come una strategia alternativa che è supportata da ricerca e tecnologia, perciò con un reale
valore aggiunto, che incoraggia il dialogo tra i consumatori e prodotti/servizi. Il budget che i marketers stanno destinando al WoM, aumenta di anno in anno, ovviamente come strategia integrata con
il tradizionale media planning. Il totale delle spese di marketing dedicate al WOM c aumenta con un tasso annuo del 30,4%, considerato il periodo 2006-2011, per una spesa prevista di $ 3,70
miliardi. Ovviamente ciò che alimenta questa crescita è un progetto che ingloba miliardi di conversazioni al giorno, individuate solo negli Stati Uniti. Questi dati si integrano a perfezione con le
affermazioni del
Keller Fay Group, che sostiene che l'80% dei consumatori si fida dei consigli provenienti dai familiari, amici e persone influenti. Sulla scia di questa crescita, si può
estrapolare un ulteriore dato: i consumatori tendono a cambiare idea riguardo i brand, nel momento in cui sono influenzati da social network come
Facebook,
MySpace
e media con contenuto generato dagli utenti come i
Blog.
What else?