
Possiamo senza alcun dubbio dire che la vittoria di
Obama è un po’ anche la vittoria
del
Web 2.0. Non prendetemi per matto. Come afferma il Preside della facoltà dei Nuovi Media della Columbia University, la campagna elettorale è stata scandita da un mix
intelligente di virtualità e mondo reale. La possibilità di partecipare è stata decisiva, così come è stata una mossa intelligente quella di reclutare Mark Zuckerberg (per chi non lo sapesse è il
fondatore di
Facebook) e di conseguenza, sfruttare al meglio i vari social network. Apro una parentesi: dei 600 milioni di dollari raccolti per finanziare la campagna, molti sono
arrivati dal web! Altro punto da sottolineare, ed è in definitiva quello che ci riguarda più da vicino, Obama ha capito la necessità di essere all’interno delle conversazioni. In un luogo dove non
è possibile vedersi, o almeno non sempre, come l’online
ci si fida del giudizio degli amici e di quello della gente comune, piuttosto che di quello dei professionisti. Tutto ciò vale anche
in politica, e il vantaggio per il neopresidente è stato capirlo. Passiamo poi all’ultima mossa della campagna. L’invio dell’sms a tutti i supporter, che dava l’annuncio in anteprima, della scelta
del vicepresidente Biden. In questo modo è riuscito ad ottenere molteplici numeri di telefono da mobilitare al bisogno. Per non parlare del ruolo di You Tube. I ventenni di ieri cercavano le
notizie su CBS, quelli di oggi le cercano su Baw (bored at work), ovvero
You Tube. A questo punto farei questo accostamento:
Buzz Attack,
Buzz
Paradise,
Buzz Seeding … vi sembra azzardato?