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Come agenzia che ha seguito la campagna vorremmo fare un po’ di chiarezza perché leggendo i
commenti su alcuni blog mi rendo conto che si è forse perso un po’ il filo del discorso magari generando confusione.
Come
BuzzAgency noi crediamo fortemente nella
conversazione etica, chiara trasparente tra i brand ed i consumatori. Il primo punto per ogni campagna che sviluppiamo è il
rispetto del codice etico del
Womma.org di cui facciamo parte che
ha come elementi essenziali onestà di identità (e cioè dire sempre per conto di chi si parla), onestà di opinone (dire la propria opinione liberamente senza forzature). Il
web 2.0 permette
un’interazione completa, bidirezionale e trasparente se si seguono le regole di cui sopra. Abbiamo lavorato con moltissimi brand dall’automotive, alla telefonia, ai prodotti benessere ai servizi
etc etc. La forza del passaparola è ovviamente intrinseca nel prodotto và da se che prodotti troppo semplici non sono perfetti per un’attività di buzz online perchè ci sarebbero pochi elementi su
cui discutere e quindi sono d’accordo su questo punto.
Prima di iniziare a “
conversare” in rete suggeriamo sempre ai nostri clienti di “
ascoltare” cosa che è stata fatta anche per Danone scoprendo che in realtà da
un’analisi effettuata analizzando oltre 200 conversazioni in forum, blog e social media apparivano delle aree interessanti, dove emergevano domande/richieste di chiarimenti da parte di utenti e
consumatori.
I prodotti oggetto della campagna non sono infatti dei semplici yoghurt come stato erroneamente detto ,ma dei prodotti con delle caratteristiche peculiari (riduzione del colesterolo, rafforzamento
del sistema immunitario) forse più vicini a dei temi medici che a dei temi da mass market. Quindi abbiamo deciso di coinvolgere blogger, amministratori/moderatori dei forum, per uno scambio di
punti di vista sul prodotto e soprattutto sui principi attivi in essi contenuti (invitando tutti sempre nel rispetto del codice
WOMMA).
In seguito abbiamo iniziato, ribadiamo in maniera chiara e trasparente comunicando la nostra identità una conversazione, inoltre 20 forum dando priorità a quelli dove era gia presenti domande sul
prodotto. Anche in questo caso chiedendo sempre l’autorizzazione preventiva ad amministratori/moderatori anticipando i contenuti dell’iniziativa che aveva lo scopo di fare chiarezza su alcuni
aspetti dei prodotti.
Il fatto che una conversazione abbia potuto generare risate è comprensibile ma per giudicare una campagna c’è bisogno di una valutazione che comprenda tutti gli elementi altrimenti si rischia di
dare un giudizio parziale basato su dei fatti non completi ecco lo sopo di questo post. Concludendo è ovvio che c’è sempre spazio per migliorare ed imparare, ed è giusto ricevere opinioni e
critiche che, se costruttive, sono ovviamente sempre ben accette; ma ci faceva piacere raccontare in maniera completa questa esperienza tenendo presente che le aziende che sperimentano questi media
sono tutte da premiare.