
Lo spunto per il post di oggi, mi arriva direttamente da una ricerca effettuata da Gianluca Arnesano CEO
di
Frozen Frogs. L’oggetto è il
Social Media Marketing (vi esorto anche a visionare la
ricerca di cui sopra) denominazione spesso e volentieri abusata, che però ingloba tutte quelle metodologie che permettono di fare mercato sul Web
2.0 (vedi
Wiki) e che trovano la loro ragion d’essere nella dicitura “
i mercati sono conversazioni”. Rischio di ripetermi,
ma meglio dire le cose come stanno. Sono fermamente convinto che nel bene e nel male si debba ancora parlare di Marketing, ovviamente decadono le finalità puramente commerciali, e vengono esaltate
quelle conversazionali. Il Buzz (
marketing conversazionale) si propone come una forma di marketing bidirezionale lasciando aperte le porte del dialogo con i consumatori/utenti del Web 2.0.
Proprio perché ritengo siamo ancora nella sfera del marketing, risulta ancora più importante sottolineare la questione dell’etica, per non favorire associazioni azzardate con il marketing
tradizionale che molti identificano con il
concetto di fare pubblicità, sponsorizzare ecc… e che gli stessi consumatori (secondo Nielsen Buzz Metrics) associano sempre più di
frequente alla parola “
falso”. Ciò che differenzia il
marketing conversazionale da quello tradizionale è proprio l’
etica. Attenzione: non che stia
dicendo che chi ha fatto marketing fin’ora sia stato scorretto o disonesto, ma una comunicazione verticale come quella proposta fin’ora, lasciava ben più di qualche dubbio ai consumatori. Da oggi
seguire la scia dell’
etica vuol dire iniziare a costruire un ponte tra brand e consumatori. La ricetta?
Onestà di relazione, onestà di opinione e onestà d’identità.