
Oggi vi parlerò di
Knol. E’ un progetto realizzato da Google,
la cui direzione è affidata a Udi Manber, e si propone di essere:
"la prima cosa si avrà voglia di leggere quando si è in cerca di informazioni". E’ facile intuire che Knol sia la crasi,
rivista e corretta, della parola knowledge, infatti i fautori del progetto parlano di unit of knowledge, intesa come il singolo contributo/articolo che l’utente regala alla rete. Knol funziona
così: ognuno degli utenti può creare (e gestire) nuovi knols, cioè nuovi articoli; gli articoli non possono mai essere pubblicati in forma anonima, né in linea generale si può modificare l’articolo
di un altro autore. Ogni autore può inoltre può concedere la modifica del proprio articolo solo per i co-autori; lasciare questa libertà anche ai lettori scelti da lui come autori; oppure non
permettere nessun tipo di modifica, rimanendo di fatto l’unico autore. I contributi dunque sono per lo più frutto del sigolo individuo. Quando si esegue una ricerca, è frequente ottenere più knols
che trattano dello stesso argomento, ognuno scritto da un diverso autore. I knol sullo stesso argomento, ad esempio i vari articoli sulla Prima Guerra Mondiale, competono tra di loro per avere un
maggior numero di visite, e ciò stimola i contributori a produrre articoli di qualità elevata. Una volta avviata una ricerca di uno specifico argomento sul progetto Knol, il risultato viene
proposto non come un semplice titolo di un'unica voce ma come un insieme di articoli relativi all'argomento desiderato, tra i quali il lettore può scegliere. In pratica ci troviamo davanti ad un
insieme di contenuti che non può essere considerato enciclopedia come
Wikipedia, né un insieme di post inseriti in un blog cumulativo,
figuriamoci poi se possiamo considerarlo un social network. Allora la sua funzione di preciso qual è? Non ci resta che esplorare!