Ho letto l'ultimo post del blog 360 Digital
Influence nel quale si presenta una ricerca che dati alla mano evidenzia il ruolo del passaparola nel marketing del settore entertaiment e media (musica, film, giochi e libri). In sostanza lo
studio, utilizzando differenti tecniche analitiche e diverse variabili, dimostra che una pellicola attorno alla quale si genera un buzz (in termini di volume di segnalazioni online) registerà poi
significative quote di revenue. La cosa interessante della ricerca è che si nota come il passaparola sia efficace al di là del tono utilizzato e che, maggiore è la diversità del profilo del target
di chi poi scrive circa il film, maggiore sono i profitti. Il buzz funziona in particolare per i film cosidetti "sleeper", pellicole cioè che almeno inzialmente sono passate un po' in sordina nelle
sale cinematografiche. Il modello della ricerca è applicabile anche al altri settori e rafforza una volta di più la convinzione che il buzz, la valorizzazione delle discussioni online, sia ormai
uno strumento di fondamentale importanza.