
In un interessante articolo del
Journal of Marketing (Sept. 2009, Vol. 73, No. 5), vengono fatte delle affermazioni sul passaparola
"
Effects of Word-of-Mouth Versus Traditional Marketing: Findings from an Internet Social Networking Site,".
Come fa notare
Dave Dolak, l'intera ricerca condotta da Trusov, Bucklin e Pauwels, mette a confronto i costi di una campagna di marketing tradizionale e i
suoi risultati, con quelli ottenuti da una campagna attraverso i social media, a costi inferiori. Il risultato dimostra come una campagna di WOM online abbia un efficacia maggiorerispetto ai media
tradizionali, soprattutto nel lungo termine.
A mio parere non possiamo pensare di fare a meno dei media tradizionali e delle forme più "tradizionali" di marketing, che concorrono al momento a generare rumore e conversazioni nelle community e
nei social network. Tuttavia è questa ricerca dimostra come sia importante per un brand monitorare e stimolare l'effetto conversazionale che viene a crearsi nel momento di un lancio di un prodotto,
o durante tutto il ciclo di vita stesso di un brand.
A seconda del brand infatti, come viene fatto notare giustamente nell'articolo, esiste una fase di passaparola organico (
organic WOM), ovvero con nessun intervento strategico
diretto da parte dell'azienda. Nella seconda fase contribuiscono in modo molto più efficace, tutte quelle attività di conversational marketing, atte a generare buzz qualitativo, quelloche loro
chiamano
"Fertilized Word-of-Mouth".
In conclusione Fertilized Word-of-Mouth aiuta a tenere alto l'interesse verso il prodotto e creare conversazioni attorno ad esso, piuttosto che la mera esposizione.